Glauco Ferracini

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Glauco Ferracini

COME FACCIO A SCONFIGGERE LA PAURA DI SBAGLIARE?

Ho ricevuto questa domanda e rispondo a modo mio.

Risposta breve? Con la strategia giusta per te.

Scherzavo, ma non troppo: il problema è la qualità della domanda perché ti invito a notare che determina la qualità delle risposte.

Quali sono i presupposti su cui si fonda questa domanda?

1) che esista una paura di sbagliare - siamo umani, ci sta.

2) che quella paura debba essere sconfitta.. 📷

3) che tu non sappia come si fa - anche questo è molto normale e sopportabile

Quindi c'è un avversario con il quale in qualche modo dovrei essere in competizione e, attenzione perché questa è più subdola, se non lo sconfiggo il perdente sono io.

La tua domanda fa riferimento alla logica della competizione: o si vince o si perde.

Il pareggio non è contemplato.

Intendiamoci: nulla di male, rispettabilissima. Quando sono consapevole di partecipare a un gioco competitivo "per definizione" ne uscirò vincente o perdente.

Il problema è quando mi identifico nella sconfitta e mi etichetto come "perdente" - nota che il soggetto che rischia di identificarsi ed etichettarsi così sono io.

Ebbene, anche se ho perso una partita, io non sono un perdente.

Magari ho bisogno di tempo per farmela passare, ma io non mi definisco un perdente, tu?

E' una questione linguistica ma ha ricadute immediate sui miei livelli di benessere.

Da cosa deriva la paura della sconfitta? Non dalla sconfitta in sé, ma da tutti i pensieri (etichette, giudizi, proiezioni mentali, varie ed eventuali) ad essa collegati.

Facciamo un passo indietro e vediamo una parte teorica.

Un presupposto è una condizione che deve verificarsi per far sì che la tua domanda abbia senso.

Se ti basi su un presupposto che non si verifica nella realtà, la domanda, per logica, perde senso e significato.

In altre parole: è giusto chiedersi come risolvere un problema, ma attenzione a non crearlo noi con questo tipo di domande!

Ora, ammettiamo per un momento che sei in competizione con la paura, quand'è che puoi dire di aver vinto?

Se non hai una lista concreta di cose verificabili da spuntare su una tua check-list, ti stai tuffando in un loop infinito: "competizione - sforzo".

Se non sai quando hai vinto, quand'è che festeggi?

Riassumendo: se trovi un modo che funziona per te per sconfiggere la paura, va bene.

Altrimenti suggerisco di prestare attenzione al linguaggio che usi perché influenza in tempo reale i tuoi livelli di calma, intuito, creatività - e quindi le tue possibilità di accedere a risposte creative.

I presupposti sono uno strumento potente quando li sai usare bene..

Coach Glauco Ferracini

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