
Apprezzo molto la domanda perché mi chiedi come fare qualcosa, ti stai mettendo in discussione e quindi sei proattivamente alla ricerca di soluzioni.
Su "approcciare sempre le partite da vincente" avrei qualcosa da ridire.
Se vuoi lavorare con me sai che sul linguaggio sono "precisino" cioè ti rompo le scatole finché non diventi tu più preciso nella scelta delle parole che usi.
Tecnicamente "Sempre" è un quantificatore universale (come: mai, ogni, tutti, etc.) e devo stare attento a usare questo tipo di generalizzazione quando ha senso.
Posso ragionevolmente vincere tutte le partite? No.
Più spesso possibile? Già si ragiona..
Poi "in maniera vincente" è un esempio da manuale di linguaggio abilmente vago: vuol dire tutto e niente.
Siamo nel fantastico mondo delle idee le quali, purtroppo, sono molto soggettive.
Traduzione: se ci confrontiamo su cosa si intende per "vincente" ognuno avrà la propria insindacabile interpretazione e prevalgono le differenze.
Così non ci si capisce e non si fanno progressi.
Veniamo alla mia risposta interpretando la domanda su come potresti migliorare il tuo approccio alla partita.
Io tendo a restringere il campo a quello che dipende da me.
Posso prepararmi al meglio con il miglior metodo/approccio a mia disposizione, allenandomi con intensità e costanza, curando dieta, palestra, sonno e tutti i dettagli sotto il mio controllo (o meglio sotto la mia influenza); per il resto, ovvero per ciò che dipende da altri, posso solo accettarlo ed essere flessibile.
Se un giocatore ha un buon metodo i risultati si vedono.
A meno che non sia cresciuto talmente tanto che ha raggiunto la vetta, nel medio lungo termine c'è una crescita.
Però quali sono i parametri di giudizio?
Sono oggettivi o soggettivi? Voglio diminuire il numero di palle perse, aumentare le percentuali di realizzazione da tre punti o "giocare meglio"?
Se i parametri non sono condivisi e misurabili, non sarà mai chiaro quando posso festeggiare il raggiungimento di un obiettivo - e questa cosa è fondamentale, ma spesso viene trascurata.
Porsi obiettivi confusi è un ottimo modo per disperdere energie e generare frustrazione.
Anche porsi obiettivi poco ambiziosi e accontentarsi è limitante.
La cosa migliore è che siano stimolanti ma ecologici: va benissimo la sfida entro i confini della sostenibilità e del buon senso.
Se pensandoci non hai una buona sensazione vuol dire che c'è un lavoro su di te da fare per rendere possibile (o più agevole) la tua crescita.
Altro errore comune? Dare per scontato tutti i progressi fatti e concentrarsi solo su carenze e difetti.
Non è questione di pensiero positivo! E' onestà intellettuale.
Il focus su quello che manca andrebbe bilanciato con una valutazione serena anche dei progressi fatti, per una questione di equilibrio.
KEEP IT SIMPLE 😘

Glauco

P. Iva 01875420935
© 2025 Glauco Ferracini
Tutti i diritti riservati.